L’Executive Chef Bernd Schützelhofer è di formazione austriaca; si è distinto fin dall’inizio della sua carriera con una medaglia d’oro in una competizione internazionale, ha arricchito il suo curriculum con importanti esperienze
in hotel 5 e 7 stelle a Dubai, Amburgo, Lucerna, Gstaad e St. Moritz, prima di arrivare nel novembre del 2007 al Grand Hotel Kronenhof di Pontresina/St. Moritz, resort 5 stelle Superior a pochi chilometri da St. Moritz, con vista sul Ghiacciaio Roseg, noto come una delle più importanti testimonianze neo-barocche delle Alpi, premiato quest’anno da TripAdvisor, il sito di recensioni di viaggio più grande del mondo, con il “Certificato di Eccellenza 2012”.
“Siamo molto entusiasti di questo prestigioso riconoscimento che conferma l’eccellenza di una cucina dal carattere ‘glocal’ derivante dalla commistione tra internazionalità dei piatti e nazionalità delle materie prime“, ha commentato lo Chef Bernd Schützelhofer, che condivide la Stella Michelin con tutto il suo team, tra cui anche Adriana Novotna, “Maître d’Hôtel of the year” nel 2009 e dal 2003 responsabile dell’impeccabile servizio del ristorante Kronenstübli.
Il neo stellato ristorante gourmet Kronenstübli, un tempo chiamato “Gasthof Krone“, è dislocato nella parte più antica del Grand Hotel Kronenhof, l’originaria “Locanda Roessli”, che si affaccia sulla strada principale di Pontresina, a soli 6 chilometri dalla cosmopolita St. Moritz.
Considerato per eccellenza il luogo di incontro per i gourmet, già premiato nel 2008 con 16 punti GaultMillau, il ristorante Kronenstübli, arredato con pregiati mobili in legno di pino, tipici della tradizione dei Grigioni, è aperto anche alla clientela esterna (dal martedì alla comenica, ore 19:00 – 21:30, prenotazioni al +41 81 830 30 30) e propone una cucina creativa e internazionale, con particolare attenzione ai prodotti del territorio.
Non è uno degli chef che si concedono molto; lui, Bernd, è molto riservato e serioso, ma è uscito lo stesso dalla cucina, sorridente, alla fine della serata impegnativa che, come sapeva, sarebbe andata benone nonostante la presenza dei giornalisti e delle blogger del settore – pubblico esigente e anche un po’ rompiscatole. Ci ha salutati calorosamente, si è fatto fare qualche foto (ma proprio pochissime) e subito dopo se ne è andato, sollevato e nello stesso tempo felice di aver piacevolmente sorpreso i suoi clienti ancora una volta. E come si fa a non rimanere deliziati dai suoi piccoli grandi capolavori, curati nei minimi dettagli? Tartare di tonno con Bloody Mary in bianco, Carré d’agnello con chutney di pomodori e ginger: cotture, abbinamenti, colori, profumi… Ma di cosa vogliamo parlare? Il culmine della cena è stato il gelato di burro all’azoto liquido, preparato sul momento, proprio davanti a noi. Setoso e delicato, che, voluttuoso, si scioglieva in bocca. E poi un cesto di finissimo cioccolato, con pasticceria mignon e delle piccole delizie di frutta esotica.
Bernd ha gentilmente risposto alle nostre domande via email.
Cucinava già da bambino, le piaceva?
Si, fin da quando ero bambino mi piaceva aiutare in cucina e lo trovavo sempre molto divertente.
Come ha imparato a cucinare?
Da bambino ho imparato molto e poi ho iniziato con il mio primo tirocinio come cuoco.
I suoi sogni… Cosa voleva fare da grande?
Ho sempre sognato di diventare uno Chef.
A chi si è ispirato o da chi ha preso esempio?
I miei Guru in cucina sono stati in particolare lo Chef Eckart Witzigman, famoso in tutto il mondo, e i fratelli Paul & Jean-Pierre Haeberlin.
Si aspettava il successo così grande, anche solo nei sogni?
Sinceramente no. E’ sempre stato un mio sogno, ma non mi aspettavo un così grande successo.
Se è sposato, che ruolo ha sua moglie nella sua vita lavorativa?
No non sono sposato.
I Suoi ingredienti preferiti?
Non ho ingredienti preferiti, mi piacciono tutti purché siano di altissima qualità e di assoluta freschezza.
Quale tecnica di cottura preferisce?
Mi piacciono tutte le tecniche di cottura, purché utilizzate nel momento e nel luogo giusto.
La cucina di quale paese preferisce?
La cucina italiana e quella thai sono quelle che amo di più.
Come inventa i piatti?
Il nostro è un lavoro in continuo sviluppo. Le nuove idee nascono da una mente sempre aperta e pronta a cogliere qualsiasi input dal mondo esterno. Prendo molti spunti ad esempio dagli altri paesi, dai loro mercati locali, oppure quando pranzo in altri posti raffinati.
Il piatto che le ha dato più soddisfazioni…
Non ho un piatto preferito, ma come ho detto prima mi piacciono gli ingredienti di altissima qualità e freschezza.
Ha fatto festa dopo aver guadagnato la stella Michelin?
Sì certo, anche se all’inizio non riuscivo a crederci. Per me era come vivere in un sogno!
Vorrebbe aprire una scuola di cucina?
No.
Le piacerebbe lavorare il Italia?
Perché no! Prima però dovrei imparare a parlare l’italiano.
Il Suo motto in cucina e nella vita?
Il mio motto in cucina è “Non puoi rendere un prodotto migliore di quello che già non è”, per questo la qualità dei prodotti è molto importante. Il mio motto di vita è invece “Impara e cresci con costanza e continuità, sii una persona onesta e moralmente completa”.
Per Malvarosa Edizioni
Giulia Nekorkina
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