Mercoledì 27 Marzo 2013 un interessante appuntamento al Mirror Lounge & Restaurant del The Hub Hotel di Milano, in collaborazione con Carlo Vischi, dedicato alle eccellenze enogastronomiche italiane, ed in particolare al Gorgonzola, protagonista di tutte le portate del menù realizzato da noti Chef.Dalle 18.30, Federico Malgarini terrà un corso-degustazione sulle birre e sui vini passiti nazionali. E’ presente anche il Piemonte Moscato Passito “La Bella Estate” Selezione Oro 2007 di Terre da Vino.
La cena inizierà alle ore 20 e sarà curata come sempre da grandi Chef: primo fra tutti il padrone di casa Sandro Mesiti, seguito da Marta Grassi del Ristorante Tantris di Novara, Paola Bertinotti del Ristorante Pinocchio di Borgomanero (NO) e Sergio Vineis del Ristorante Il Patio di Pollone (BI).
Per chi vuole seguire l’evento su Twitter alla scoperta del gorgonzola e dell’abbinamento alle Birre e a vari Passiti d’Italia l’hashtag dedicato è #mirrorslurp!
Tre giorni alla scoperta delle eccellenze gastronomiche del nostro territorio con la partecipazione di 17 Chef, tra cui le stelle della ristorazione italiana.
Venerdì 22, Sabato 23 e Domenica 24 Marzo all’evento Degusto Novara sarà possibile apprezzare i piatti dei professionisti della cucina abbinati alle migliori etichette di Terre da Vino, le cantine di Barolo.
Una tre giorni per riscoprire antichi sapori e tradizioni. Da venerdì 18 a domenica 20 gennaio, in occasione della festività di S. Antonio Abate ritorna, anche quest’anno, l’appuntamento con la Festa de Bagoin ma la Tora, una preziosa opportunità per riscoprire eventi gastronomici molto singolari che sembravano ormai scomparsi. Tra la mostra tematica dal titolo “Un re senza trono” e le tradizioni contadine, la rievocazione sarà davvero una full immersion nella storia di un periodo lontano. La sagra in agenda a San Mauro Pascoli (FC), inizierà quindi con una veglia scandita da canti e racconti per ricordare riti e miti. Nello straordinario scenario di pascoliana memoria si potrà così degustare delle prelibatezze cotte alla brace ma anche curiosare tra stand gastronomici ascoltando le letture poetiche nel dialetto del posto, miscelando dunque conoscenza ed arte culinaria. La kermesse del gusto proseguirà quindi domenica con dimostrazioni dal vivo, canti e nuove degustazioni di prodotti tipici.
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Un elegante locale nel cuore dei Parioli, una cucina ricercata che fa emozionare il palato e la mente, uno chef appassionato e creativo. Il suo credo è: “Sono uno positivo, colgo da ogni esperienza solo cose positive che mi fanno crescere e andare avanti”. Stiamo parlando di Roy Caceres, premiato di recente con la prestigiosa stella Michelin e del suo ristorante “Metamorfosi”.
Perché proprio “Metamorfosi”?
Il nome del ristorante è stato scelto da un’altra persona. Mi è piaciuto perché in fondo, in cucina operiamo la trasformazione, dunque una metamorfosi. Trasmettiamo ai nostri ospiti le emozioni e la nostra filosofia.
Cucinavi anche da bambino?
Aiutavo spesso mia nonna ma ero soprattutto un gran mangione. Ero appassionato di pallacanestro ed ho provato a giocare anche in Italia. In seguito, scoprii la mia vera passione, la cucina.
A proposito, cosa si mangia in Colombia?
Abbiamo molte verdure e frutti particolari. Mangiamo tanti tuberi, le zuppe e la carne, ma soprattutto vegetali e il riso.
Cosa sognavi da bambino?
Volevo fare l’aviatore perché mi piaceva viaggiare. Ricordo di aver preso il mio primo aereo a 3-4 anni. Ero con la mamma e mi affascinava l’aeroporto in sé, così decisi che per frequentarlo dovevo diventare pilota. Da adolescente mi sarebbe piaciuto diventare giocatore professionista di pallacanestro.
Come mai hai iniziato a cucinare?
Giunto in Italia, ho cominciato a lavorare per necessità. Ho avuto il mio primo lavoro in un villaggio in Sardegna, come manutentore, quindi mi hanno offerto di proseguire con la stagione invernale a Misurina, in Veneto, vicino a Cortina d’Ampezzo, come lavapiatti. Ed è allora che mi sono affacciato alla cucina per la prima volta. Il cuoco di quel piccolo albergo amava il suo lavoro e preparava tutto lui, senza usare i semilavorati, e questo mi è piaciuto molto. Lui mi ha permesso di entrare in cucina per aiutarlo e per capire se la cosa mi interessava o no, proseguendo comunque il mio lavoro principale: il lavapiatti. E’ stata un’esperienza molto utile per le mie successive scelte lavorative.
C’è stato qualcuno a chi ti sei ispirato o da chi hai preso esempio?
No. Cerco di guardare cosa succede in giro, in Italia e all’estero. Un vero maestro non ce l’ho. Credo che, generalmente, tutti i cuochi guardano cosa succede in giro ed apprendono le diverse tecniche. Quando hai una base cerchi di adattarla alla tua realtà. Copiare è banale. Io devo e voglio creare la mia identità in cucina.
Quali sono i tuoi ingredienti preferiti?
Mi piace l’uovo perché mi fa pensare all’infanzia. Mia madre preparava spesso a colazione l’uovo alla coque. L’ho amato fin da allora per la sua cremosità. Ed è proprio quello che ho proposto nel piatto “Uovo 65° carbonara”. Un altro ingrediente che adoro è la carne cruda, sembra strano, no? Mio nonno è di origine mediorientale, è siriano. Lui cucinava il kibbéh, una pietanza realizzata con il macinato di agnello (anche se in Colombia usava il manzo) con bulgur, cipolla e menta. Questo insieme di sapori che mio nonno mi faceva assaggiare da crudo, mi piaceva molto. Lo ricordo sempre. Da noi, in Colombia, non c’era cultura di carne cruda.
E le spezie?
Nessuna in particolare. Penso però che l’ingrediente fondamentale in cucina sia il sale. Il sale è l’essenza di tutto. Se dobbiamo esaltare il prodotto, lo facciamo, appellando alla sua sapidità.
Come inventi i piatti?
I miei piatti nascono in molti modi: dagli ingredienti o dai pensieri, ricordi, viaggi, esperienze vissute. Altre volte dalla voglia di comunicare qualcosa. Per esempio, abbiamo creato il piatto dalla denominazione “Contrasto”. Volevo un piatto contrastante in tutto, sia nei colori, sia nei sapori, sia nelle consistenze. Voglio che la mia cucina non sia solo la teoria o la pratica, non deve essere solo concettuale o cerebrale, deve racchiudere il tutto a 360°.
Avrai anche piatti pensati, immaginati, ma mai terminati?
Ho una cartella con tanti piatti non riusciti, dove ogni tanto vado a spulciare, quando, ad esempio, devo cambiare il menù. A volte trovo qualcosa che poi completo con una consapevolezza diversa. Altri piatti non vengono mai finiti, ma questo è anche un archivio di pensieri, di miei momenti speciali. A volte però dai piatti non finiti rimangono le idee. Dopo un paio di anni magari scopri una creazione simile realizzata da un altro cuoco. La cosa mi piace, perché significava che ero sulla strada giusta.
Il piatto che ti ha dato più soddisfazioni?
In questo momento, anche perché siamo a Roma, è l’uovo 65° carbonara, una simpatica sfida alla tradizione romana. Sono del parere però che ogni tradizione vada rispettata e esaltata. E’ anche giusto provare ad interpretarla con il criterio. Ho estrapolato la cremosità dalla carbonara originale e ho preparato l’uovo cotto per 40 minuti a 65 gradi, servito con una cialda di pecorino e parmigiano, il guanciale croccante, e la pasta resa croccante, facendola soffiare. A Roma è piaciuto molto. La concentrazione della carbonara, ha colpito nel segno.
Ora parliamo un po’ della stella Michelin, è stata inattesa o ci avete lavorato per ottenerla?
Abbiamo aperto questo ristorante per fare la cucina di grande qualità. Questi riconoscimenti quindi prima o poi arrivano. Lo standard di una stella Michelin c’era sin dall’inizio e, anche se è arrivata dopo due anni, va bene lo stesso: l’importante è dare ogni giorno il meglio, mantenere il nostro livello. “Standard” sembra una parola brutta, ma non è così, ripeto, lo standard alto in cucina è il sinonimo della qualità, non è una cosa scontata.
Quindi con l’arrivo della stella non è cambiato niente?
Ora lavoriamo con maggiore grinta e passione per tagliare sempre nuovi traguardi. Arrivano più clienti, soprattutto dall’estero che cercano ristoranti con le stelle Michelin e noi ora ne facciamo parte.
Che ruolo ha tua moglie nel tuo lavoro?
Abbiamo sempre lavorato insieme, anche se prima mia moglie era una receptionist in un hotel. Siamo anche stati insieme per 7 anni a Bologna in un albergo “Locanda Solarola”, lei si occupava dell’accoglienza, ed io lavoravo al ristorante, premiato tra l’altro, con una stella Michelin. Quindi lei conosce molto bene il nostro lavoro e mi ha sempre supportato. Senza di lei e i nostri figli (3 maschietti di 9, 5 e 2 anni) non avrei potuto fare molte cose.
Le hai dedicato qualche piatto?
Mia moglie è sarda, e mia suocera ogni tanto cucinava la fregola. E allora una volta ho realizzato un piatto basato sulla loro tradizione: ho messo l’insalata di mare cruda sul letto di fregola sarda e sopra vi ho versato il brodo di scorfano piccante, molto piacevole, molto buono.
Si dice che è già stato inventato tutto, anche in cucina. Tu cosa ne pensi, c’è ancora il margine?
Quello c’è sempre perché, in cucina, esiste l’interpretazione che dipende dalla mano di chi la fa, come nell’arte. Negli ultimi 10 anni abbiamo toccato i picchi molto alti e quasi incomprensibili, riguardanti le svariate tecniche, per questo ora siamo tornati un po’ indietro. Credo che la tecnica serva per sapere quello che facciamo, per conoscere il prodotto e per esaltarlo al meglio. E’ indispensabile ma è solo uno strumento. Non voglio che il cliente dica “Guarda che tecnica ha usato!”, voglio che dica “Quant’è buono!”, e poi dietro c’è la tecnica.
L’ultima domanda: fai anche i corsi di cucina o pensi di farli in futuro?
C’è un’azienda produttrice di attrezzature di cucina che mi ha proposto di insegnare a professionisti e non. Magari in futuro lo farò. Abbiamo già molte richieste anche da parte dei nostri clienti, per il corso amatoriale che servirebbe a trasmettere loro le idee carine ed i consigli in cucina. Intanto, da febbraio, terrò alcuni corsi nella scuola di cucina “A Tavola con lo chef”, per far conoscere al pubblico la cucina di Roy Caceres attraverso il mio menù e i miei classici piatti evergreen.
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Giulia Nekorkina
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Il Tiramisù come simbolo della cucina italiana autentica e di qualità. Quando? Il prossimo 17 gennaio in occasione della sesta edizione della Giornata Internazionale delle Cucine Italiane (IDIC – International day of Italian Cuisines). Il celeberrimo dolce italiano diventerà così il simbolo dell’eccellenza del made in Italy. Tantissimi tra ristoratori, cuochi e food lover prepareranno quindi, secondo la ricetta autentica, questo delizioso piatto della tradizione italiana. La Giornata Internazionale delle Cucine Italiane è infatti l’opportunità per promuovere le figure professionali dell’enogastronomia del bel paese e per proteggere la cucina italiana dalle imitazioni. L’iniziativa, promossa e coordinata da itchefs-gvci.com, voce di un network di oltre 2000 cuochi, ristoratori e culinary professional che lavorano in 70 paesi del mondo e che, quotidianamente, si ritrovano nel Forum del GVCI (Gruppo Virtuale Cuochi Italiani) sarà presentata oggi a Mosca durante una conferenza stampa al Ristorante Aromi organizzata in collaborazione con lo Chef Patron Pietro Rongoni. Seguirà quindi una cena di Gala preparata dal Master Chef Marco Sacco, due stelle Michelin, del Ristorante Piccolo Lago di Verbania. Durante il Gala Dinner verranno quindi annunciati i Grana Padano Italian Cuisine Worldwide Awards, ovvero gli oscar dell’enogastronomia italiana nel mondo, selezionati da una giuria composta da nomi celebri come Davide Paolini e Luigi Cremona. Gli attesissimi oscar saranno conferiti a New York il 17 gennaio per premiare quanti si sono distinti per la promozione e la difesa della cultura enogastronomica italiana fuori dall’Italia. In quest’occasione quindi, la città della Grande Mela ospiterà la manifestazione centrale della IDIC 2013 con il coordinamento dello Chef Cesare Casella, leader di itchefs-GVCI negli USA e direttore degli Italian Studies all’International Culinary Center. Numerosissimi quindi gli appuntamenti a tema. Si parlerà di Tiramisù con il Master Chef e pasticciere Giancarlo Perbellini, dell’omonimo ristorante. Previsti anche collegamenti con i ristoranti in cui si celebra la IDIC e con le scuole di cucina in Olanda, Russia e Italia. In particolare, Paolo Marchi ideatore e curatore di Identità Golose, sarà presente al Ratanà di Milano dove celebrerà la “Giornata dell’orgoglio culinario italiano”.
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Appuntamento, mercoledì 16 gennaio alle 20 al Mirror Lounge & Restaurant in via Privata Polonia a Milano con gli chef Sandro Mesiti del “Mirror Lounge & Restaurant” e Mattia Sicher di “Pineta Hotels” di Coredo (TN) per una straordinaria cena-evento. Protagonista della serata dal titolo l’Ape Maia vien dal Trentino, sarà il miele. Dall’antipasto al dessert, il famigerato nettare degli dei sarà infatti l’alimento principe di ogni portata. Da non perdere!
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Buongustai di tutto il mondo un nuovo social network culinario vi aspetta. Tutto da gustare! Con Cookening visualizzabile al link http://www.cookening.com/ chiunque potrà trasformarsi in un Cookening semplicemente ospitando per un pasto, dei viaggiatori oppure, divenire un ospite Cookening ed incontrare così le tipicità locali di ogni dove. Con questo singolarissimo social network del buon cibo potrete cimentarvi ai fornelli ospitando a casa vostra tanti, tantissimi amici oppure, curiosare tra le tradizioni gastronomiche degli altri paesi, il tutto con un click. Un’opportunità per mettere in tavola non solo sapori e gusti inediti ma anche per confrontarvi con culture diverse, tutte da assaporare. Potrete conoscere “la cucina autentica” condividendo i pasti casalinghi, quindi avrete la possibilità di vivere un’esperienza informale davvero indimenticabile. Come? Con Cookening naturalmente! Il social network nato in Francia per offrire l’esperienza Cookening al mondo intero, vi permetterà di superare così, le tradizionali frontiere culinarie. Buon viaggio, ops… buon appetito!
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Lara Adinolfi
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Una quattro giorni per gustare il magico mondo dell’enogastronomia. Appuntamento, dal 17 al 20 gennaio a Roma, con SenseofWine, la kermesse che quest’anno ha raggiunto l’ambito traguardo dell’ottava edizione. L’iniziativa, organizzata dal giornalista, scrittore ed esperto di vino Luca Maroni, sarà un affascinante viaggio tra degustazioni e laboratori, con momenti musicali e rappresentazioni artistiche. Sarà dunque una preziosa occasione per scoprire i migliori vini italiani e le tipicità dell’enogastronomia. Tra ricette da bere, cocktail inediti e tanto, tantissimo altro ancora, nella straordinaria cornice della città eterna, nel Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia, a pochi passi da Castel Sant’Angelo, sarà quindi possibile incontrare le eccellenze enogastronomiche. Cin, Cin!
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Pandoro o panettone? E’ il dilemma culinario che, da sempre, si ripropone tra gli appassionati della buona tavola, soprattutto durante le feste natalizie. Tra la delicatezza del pandoro e la bontà del panettone, quale squisitezza scegliere? Tantissimi sono gli estimatori del capolavoro veronese dall’indimenticabile profumo e dal colore dorato con il suo inseparabile zucchero a velo ma, altrettanti, sono gli intenditori del celeberrimo dolce milanese, caratterizzato dall’uvetta sultanina e dalla frutta candita. Che siano ripieni, glassati, oppure realizzati in modo nuovo ed originale, tutte le varianti delle due prelibatezze gastronomiche fanno venire, al solo parlarne, l’acquolina in bocca ai numerosissimi buongustai. Quest’anno chi vincerà? La parola ai lettori de “Le stelle si incontrano”…
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Lara Adinolfi
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Arriva la Befana nella città del mosaico. Tanti gli appuntamenti in agenda a Ravenna il 5 ed il 6 gennaio 2013. Gastronomia, musica, danza, divertimento e cultura caratterizzeranno la due giorni dell’Epifania. Delizie tipiche, polenta, ragù, salsiccia, vini, ogni sorta di leccornie e la tanto attesa calza della befana, coloreranno il palato di grandi e piccini. Ci saranno i burattini di Marco Grilli, le “Befane in Vespa” del Vespa Club Romagna, la “Lotteria della Befana” seguita dalle dirette radio di Radio Studio Delta. E non solo. Sabato 5 gennaio si potrà partecipare alla “caccia al Tesoro della Befana” all’interno delle sale del Museo NatuRa, così come si potrà prendere parte ad “Aspettando La Befana. I colori del Parco d’inverno” con una passeggiata nella Pineta di Classe curata dall’associazione culturale Solaris ed una pedalata invernale alla scoperta della Fauna dell’Ortazzo e dell’Ortazzino con la guida del presidente dell’associazione culturale U. Foschi. La giornata proseguirà con “1012-2012 Millenario camaldolese a Ravenna” con Itinerari Camaldolesi in città e visite guidate gratuite. Domenica 6 gennaio poi, la Befana giungerà sulle spiagge del ravennate e donerà una calza a tutti i bimbi. Ci sarà “La Befana vien di notte” quindi “La Befana in Piazza di Fidas Advs”.
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